Training Autogeno

Respira, reset, riparti: un viaggio nel training autogeno

Ti è mai capitato di sentirti "sotto pressione", con la mente piena di pensieri e il respiro corto?

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Ilaria Dammicco

Pubblicato il 13 Giugno 2026 · 8 min di lettura

Ti è mai capitato di sentirti "sotto pressione", con la mente piena di pensieri e il respiro corto? Che tu sia un atleta che vive l'ansia da prestazione o un professionista sommerso da riunioni, la richiesta è la stessa: prestazione elevata con risorse spesso ridotte. E se ti dicessi che bastano dieci minuti al giorno per ricaricare mente e corpo?

Training autogeno

Cos'è il training autogeno?

Il training autogeno (TA) è una tecnica di rilassamento nata negli anni '30 grazie al medico tedesco Johannes Heinrich Schultz. Basata su autoipnosi e autosuggestione, permette di raggiungere uno stato di distensione profonda ripetendo mentalmente formule specifiche. Per essere efficace, va praticato con costanza: idealmente due volte al giorno per circa dieci minuti, perché solo attraverso l'abitudine il corpo impara a generare da sé uno stato di calma.

Perché atleti e professionisti dovrebbero provarlo?

Nel mondo dello sport di alto livello la preparazione fisica e tecnica resta fondamentale; oggi molti atleti la affiancano a un lavoro mentale che contribuisce a esprimere al meglio il loro potenziale. Il TA stimola il sistema nervoso parasimpatico, riducendo frequenza cardiaca, pressione e tensione muscolare. Studi e casi pratici mostrano che gli atleti che praticano regolarmente il training autogeno gestiscono meglio l'ansia da prestazione, regolano l'arousal, migliorano la concentrazione e raggiungono più facilmente lo stato di "flow". Non solo: la tecnica è un alleato prezioso per il recupero post-allenamento e la riabilitazione dopo un infortunio. Anche chi lavora in azienda può beneficiarne: riduce la tensione muscolare e l'ansia e favorisce un senso di equilibrio e serenità, migliorando produttività e resilienza.

Respiro consapevole

Il ruolo del respiro: ritrovare la calma partendo dal diaframma

Uno degli esercizi cardine del TA è l'esercizio del respiro. La respirazione è la nostra ancora: quando siamo stressati diventa corta e toracica, alimentando ulteriormente la sensazione di tensione. Il TA invita a portare l'attenzione al respiro, riportandolo alla sua naturale regolarità e trasformandolo in un potente strumento di autodistensione. Ecco come Schultz descrive l'approccio: bisogna lasciare che il ritmo respiratorio si autoregoli, senza forzarlo; eventuali cambiamenti spontanei vanno lasciati accadere.

"il mio respiro è calmo e regolare"

Le formule consigliate sono semplici: "il mio respiro è calmo e regolare", "il mio corpo respira" oppure "mi respira". Quest'ultima, benché grammaticalmente inusuale, è considerata da molti la più efficace. Ripetendo mentalmente la formula durante l'espirazione e rimanendo in silenzio durante l'inspirazione, si approfondisce la sensazione che il corpo respiri da solo.

Come praticare l'esercizio del respiro

1

Trova il luogo giusto

Siediti o sdraiati in un posto tranquillo, libero da distrazioni. Indossa abiti comodi e chiudi gli occhi.

2

Prepara il corpo

Richiama alla mente le sensazioni di calma, pesantezza e calore: immaginiamo mani e piedi pesanti e piacevolmente caldi. Queste sensazioni preparano il terreno al rilassamento profondo.

3

Diventa spettatore del tuo respiro

Porta l'attenzione alla respirazione senza volerla controllare. Ripeti mentalmente la formula "il mio respiro è calmo e regolare" per 5-6 volte. Se preferisci, usa "il respiro mi respira". Immagina il ritmo dolce delle onde del mare o il vento tra gli alberi per facilitare il processo.

4

Approfondisci la sensazione

Con il passare dei minuti, percepirai che l'aria scende verso l'addome e il diaframma si muove liberamente. Lascia che le spalle restino ferme e osserva il ventre che si gonfia e si sgonfia.

5

Ripresa

Dopo circa 5-10 minuti, muovi delicatamente mani e piedi, allunga braccia e gambe e riapri gli occhi. Annota sensazioni e immagini emerse: tenere un diario aiuta a monitorare i progressi.

Ripeti l'esercizio tre volte al giorno per almeno dieci giorni. Con il tempo diventerà più facile entrare in uno stato di calma vigile, e il respiro si farà automaticamente più lento e profondo.

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Conclusione: respirare insieme per crescere

Il training autogeno non è solo una tecnica, ma un viaggio di trasformazione. Ogni respiro consapevole ti avvicina a uno stato di calma vigile che riduce l'ansia e potenzia la concentrazione. Se sei un atleta, un manager o semplicemente una persona che vuole ritrovare equilibrio, esistono percorsi pensati per te: organizzo corsi di training autogeno in azienda, per rafforzare il benessere dei team; in contesti sportivi, per migliorare la performance e il recupero; e sessioni private, per chi preferisce un lavoro personalizzato. Ogni workshop è un'occasione per imparare tecniche pratiche e fare esperienza guidata.

Se questo articolo ti ha incuriosito, non fermarti qui: visita il mio sito per scoprire i prossimi corsi, contattami per portare il training autogeno nella tua squadra o nella tua azienda e iscriviti alla newsletter per ricevere ogni sabato nuovi spunti di benessere. Respira, resetta, riparti: ti aspetto per fare questo viaggio insieme.

Buona pratica e… buon respiro!

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